L’intelligenza artificiale è oggi uno dei terreni più competitivi e strategici nella tech europea. Ma non tutti i Paesi stanno correndo alla stessa velocità: in Francia l’ecosistema AI sembra aver accelerato molto, mentre in Italia le performance — pur promettenti — mostrano una crescita più cauta. In questo articolo analizziamo i trend nei due Paesi, identificando punti di forza, ostacoli e opportunità per le startup italiane che vogliano guardare alla Francia come terreno di espansione.

Numeri e tendenze: un ecosistema francese in piena espansione

Secondo la mappatura di France Digitale, in Francia ci sono circa 750 startup AI — +27 % rispetto al 2023 — con una forte concentrazione a Parigi (63 % del totale) e circa 36.000 posti di lavoro legati all’AI nel Paese. The French Tech Journal
Un’altra fonte indica che nel 2024 le startup francesi hanno raccolto circa 7,1 miliardi di euro, con l’IA come protagonista dei round più rilevanti. BGV
Inoltre, il “Radar of French generative AI startups 2025” segnala che il 71 % delle aziende nel segmento generativo ha meno di 20 collaboratori e che il 66 % ha un fatturato sotto i 500.000 euro: siamo dunque ancora in fase iniziale, ma con slancio innovativo. Wavestone
Startup come Mistral AI hanno impressionato il mercato con round multimiliardari, confermando che la Francia può generare “champions” AI globali. Le Monde.fr+2Wikipedia+2

Questi numeri mostrano un fenomeno di scaling: da un lato, molte startup emergenti in fase early; dall’altro, alcuni casi di eccellenza che spingono l’ecosistema verso livelli internazionali.

Italia: segnali promettenti ma ritmi più lenti

In Italia il panorama AI è meno maturo e più frammentato. Secondo una fonte, ci sono circa 163 aziende AI identificate nel Paese, con complessivi 84 milioni di dollari raccolti in venture capital (per 37 entità finanziate).
La classifica di Seedtable cita 15 startup AI da tenere d’occhio, con un funding totale aggregato di ~236,9 M$ e un investimento medio per compagnia di ~15,8 M$.
Tuttavia, la penetrazione dell’AI nelle imprese italiane resta bassa: nel 2024 solo l’8 % delle aziende italiane ha dichiarato di usare tecnologie AI, un dato che evidenzia un gap rispetto ad altri Paesi europei.
Al contempo, tra le grandi imprese si osserva una certa spinta: circa il 63 % delle aziende di grandi dimensioni in Italia ha già adottato o sta pianificando l’adozione dell’AI.

In sintesi: in Italia l’AI è spesso usata dalle grandi aziende e progetti pilota, con meno capitali e startup che crescono lentamente. Non mancano però storie interessanti, come Zefi — una startup italiana menzionata tra le più promettenti nel panorama AI nazionale.

Confronto: perché la velocità è diversa e come colmarla

Le ragioni dietro questa divergenza sono multiple:

Fattore Francia Italia Implicazioni per le startup italiane
Capitale e investimenti Ecosistema VC attivo, grandi round AI emergenti Minor liquidità AI, round più piccoli e selettivi Le startup italiane che vogliano competere devono puntare a round transfrontalieri o co-investitori francesi
Domanda interna / mercato corporativo Interesse crescente da grandi imprese e pubblico Utilizzo limitato dell’AI da PMI Occorre identificare nicchie verticali e “use case” concreti che giustifichino l’investimento
Supporti pubblici, policy e infrastrutture Incentivi, data center, iniziative French Tech Iniziative statali su AI, ma infrastrutture e regolazioni meno consolidate Le startup italiane possono “agganciarsi” alle politiche francesi entrando nel mercato francese
Talent & risorse  Migliore accesso a risorse HPC, infrastrutture cloud, centri di ricerca Carenza di talenti e difficoltà d’accesso a calcolo intensivo in Italia Le startup italiane devono considerare di strutturare team misti italo-francesi o sfruttare cloud francesi

Se la Francia ha maggior facilità a generare casi di scala internazionali in AI, l’Italia parte da più lontano. Ma non è una condanna: le startup italiane possono sfruttare alleanze, competenze verticali e progetti transnazionali per ridurre il distacco.

Conclusione e spunti operativi

La metafora della “doppia velocità” non è esagerata: in Francia l’ecosistema AI sta accelerando, con startup in rapida ascesa e un forte supporto istituzionale; in Italia c’è margine, visione e potenziale, ma serve più coraggio, risorse e strategia.

Se sei una startup italiana AI, e stai valutando l’espansione in Francia, considera:

  • Allearti con partner francesi per accedere a reti VC e clienti locali
  • Sfruttare bandi transnazionali (Horizon, collaborazioni Franco-Italiane)
  • Bilanciare la parte tecnologica con un “go to market” molto concreto
  • Arricchire il team con risorse in Francia (R&D, business) per avvicinarsi al centro dell’ecosistema

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