OpenAI ha lanciato Sora 2, la nuova versione del modello di generazione video che promette di rivoluzionare il mondo dei contenuti digitali. Non si tratta più solo di brevi clip sperimentali: con Sora 2, chiunque può creare video realistici, coerenti e arricchiti da suoni, dialoghi e animazioni partendo da un semplice prompt testuale. La novità è che questa volta arriva come app standalone, pronta a sfidare piattaforme come TikTok e Instagram sul terreno della creatività di massa.
Cosa cambia con Sora 2
Rispetto alla prima versione, Sora 2 introduce maggiore coerenza narrativa e qualità visiva, oltre a strumenti che consentono di inserire la propria immagine o voce nei video in modo controllato. Ogni contenuto generato viene marcato con watermark e metadata per garantirne la tracciabilità, nel tentativo di arginare rischi come fake news o deepfake. Tuttavia, la questione legata al copyright resta aperta: i titolari dei diritti devono fare “opt-out” per evitare che i loro contenuti vengano usati per l’addestramento.
Opportunità e rischi per startup e media
Per il mondo startup e comunicazione, Sora 2 è una leva enorme: campagne marketing, contenuti educativi e demo di prodotto possono essere creati in poche ore a costi ridottissimi. Allo stesso tempo, la facilità di generazione rischia di inondare la rete di contenuti artificiali, mettendo a dura prova la capacità degli utenti di distinguere l’originale dal sintetico. Le implicazioni etiche e regolatorie saranno quindi cruciali, specie in Europa.
Sora 2 non è solo un’evoluzione tecnica, ma un segnale chiaro: il video generativo entra nel mainstream. Le startup italiane e francesi devono interrogarsi subito su come usarlo responsabilmente, senza farsi travolgere da un’ondata di contenuti indistinti.

