Uno dei grandi vantaggi per una startup che si insedia in Francia è la possibilità di accedere a incentivi fiscali mirati all’innovazione. Tra questi spicca il regime JEI – Jeune Entreprise Innovante, creato per alleggerire i costi delle giovani imprese che investono in R&D, e i crédit d’impôt specifici per settori come AI e GreenTech.
Cos’è il regime JEI
Una startup può ottenere lo status di Jeune Entreprise Innovante se:
- ha meno di 8 anni,
- è indipendente (non controllata da grandi gruppi),
- investe almeno il 15% delle spese totali in R&D.
I benefici includono esoneri fiscali parziali, riduzione dei contributi sociali per ricercatori e ingegneri, e agevolazioni nell’accesso ai bandi pubblici. Questo regime permette a una giovane startup di destinare più risorse allo sviluppo anziché alla fiscalità.
Crédit d’Impôt Recherche e Innovazione
Accanto al JEI, la Francia offre il Crédit d’Impôt Recherche (CIR), che consente di dedurre fino al 30% delle spese in R&D, e il Crédit d’Impôt Innovation (CII) per prototipi e prodotti pilota. Per le imprese AI e GreenTech questo significa ridurre sensibilmente il costo effettivo di sviluppo, aumentando la competitività rispetto a contesti come quello italiano, dove incentivi simili sono meno accessibili o più frammentati.
Un vantaggio competitivo per le startup italiane
Per un founder italiano che apre in Francia, sfruttare questi strumenti significa giocare con più ossigeno rispetto al mercato domestico. Non è un caso se molte scale-up europee scelgono Parigi come hub R&D: la combinazione di talenti, incentivi e accesso a capitali crea un ambiente unico.
Conoscere e utilizzare il regime JEI e i crediti d’imposta francesi non è un dettaglio amministrativo, ma una leva strategica. Può fare la differenza tra un progetto che sopravvive e uno che scala.

